La Fondazione Galleria Milano ha il piacere di invitarvi all’inaugurazione di Viaggio attorno a un tavolo. Alik Cavaliere e Vincenzo Ferrari, a cura di Bianca Trevisan e Nicola Pellegrini. La mostra ricostruisce, grazie al ritrovamento di documenti inediti, la fitta trama di corrispondenze tra Alik Cavaliere (Roma, 1926 – Milano, 1998) e Vincenzo Ferrari (Cremona, 1941 – Milano, 2012). Conosciutisi all’Accademia di Brera all’inzio del decennio, dove insegnano, i loro approcci sono differenti, apparentemente lontani. Il primo ha un linguaggio narrativo e volto alla materia, il secondo alfabetico e semiotico. Eppure, nei loro incontri quasi giornalieri, nello studio dell’uno o dell’altro, trovano un dispositivo di pensiero comune: l’oggetto quotidiano.
Il piano superiore della Fondazione ospita una ricostruzione dell’installazione Attraversare il tempo, realizzata tra il 1978 e il 1979 da Alik Cavaliere e Vincenzo Ferrari e presentata a Como, Alessandria e Milano. Attraversare il tempo è un viaggio spazio-temporale visionario e impossibile, un tentativo utopico di rendere visibili i concetti enunciati nella teoria della relatività di Einstein, una partita che i due giocano a scacchi, una proposta di itinerario in treno che verrà effettivamente compiuto con la famiglia dell’amico artista Bobo Piccoli. Le lastre originali, da cui sono state ricavate 12 litografie, sono accompagnate dai progetti preparatori, il quaderno in cui i due artisti documentano il processo creativo e concettuale e le foto del viaggio con la famiglia Piccoli. Sono inoltre in mostra altre opere degli artisti degli anni Sessanta e Settanta che aiutano a ricostruire la genesi delle loro ricerche e a comprendere il motivo per cui, alla fine, tale partita si sia esaurita.
Come racconta Cavaliere nei suoi taccuini: “Abbiamo lavorato insieme per un anno, affrontando un tema con le nostre diverse esperienze e pratiche di lavoro […] attraverso ripensamenti e verifiche, abbiamo proceduto per eliminazione, eliminando pian piano… tutto”. Le opere esposte hanno in ogni caso tratti comuni, con esiti differenti: entrambi sperimentavano, per esempio, con le opere in scatola, o meglio in valigia, riprendendo l’esperimento duchampiano della boîte-en-valise.
Al piano inferiore sono visibili anche i materiali d’archivio, i taccuini e le fotografie che ricostruiscono il rapporto tra i due. È inoltre proiettato il film di Raffaele Andreassi Alik Cavaliere, del 1977 (16 mm, 37′; copia proveniente dal CSC-Cineteca Nazionale), dove l’artista racconta alcune sue opere di quegli anni tra cui Una storia quotidiana, un’installazione nel suo studio di via Bocconi 15 a Milano dove è visibile il suo interesse per la quotidianità, al centro delle sue discussioni con Ferrari in quegli anni, ma anche altri elementi comuni, come l’indagine dello spazio.
I due artisti continueranno la loro collaborazione anche nel decennio successivo, quando il confronto trova terreno fertile nell’interesse condiviso per la classicità. La sfida spazio-temporale di Attraversare il tempo non trova esito, ma poco importa, perché ciò che interessa, nelle parole di Cavaliere, è la verifica: “In realtà, con Vincenzo, si è trattato non di un ‘attraversamento del tempo’, come diceva il titolo scelto, ma di un viaggio intorno ad un tavolo, dove abbiamo giocato una lunga partita, […] un pretesto per la verifica del gioco”.
La mostra si inserisce nel programma dedicato al Centenario della nascita di Alik Cavaliere, promosso dal Centro Artistico Alik Cavaliere. Il 15 ottobre, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, si terrà una giornata internazionale di studi dedicata all’artista, a cura di Angela Vettese, Fania Cavaliere e Giulia Vandelli. Interverrà, tra gli altri, anche Bianca Trevisan, che approfondirà ulteriormente il dialogo concettuale tra i due artisti.
Nell’immagine: Alik Cavaliere e Vincenzo Ferrari nello studio di via Bocconi, fine anni Settanta. Courtesy Centro Artistico Alik Cavaliere e Fondazione Galleria Milano.